Il 22 febbraio il Consiglio federale della Federazione Russa ha consentito l'uso delle forze armate della Federazione Russa all'estero sotto il pretesto della "protezione" della popolazione russa sui territori ucraini temporaneamente occupati delle regioni di Donetsk e Luhansk.
Il riconoscimento e il sostegno da parte di Mosca delle cosiddette "repubbliche popolari" di Luhansk e di Donetsk in violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell’Ucraina sono un atto internazionalmente illegale e vengono considerati dall'Ucraina un atto di aggressione armata.
Ogni forma di aggressione è vietata dal diritto internazionale, mentre la sovranità e l'integrità territoriale dell’Ucraina sono garantite da norme e principi fondamentali del diritto internazionale, nonché da una serie di strumenti internazionali fondamentali, quali la Carta delle Nazioni Unite, l'Atto finale della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa firmato a Helsinki nel 1975, il Memorandum sulle garanzie di sicurezza in relazione all'adesione dell’Ucraina al Trattato di non proliferazione delle armi nucleari del 1994 e dai numerosi obblighi che scaturiscono dagli accordi bilaterali tra l'Ucraina e la Federazione Russa.
L'Ucraina chiama la comunità internazionale ad intraprendere severe azioni immediate contro l'aggressore.
L'assenza di un'adeguata risposta da parte della comunità internazionale non può che equivalere alla concessione di carta bianca al Cremlino.
Se oggi non siamo in grado di fermare l'aggressione russa in Ucraina, domani la forza militare russa potrà essere applicata in qualsiasi regione del mondo.