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"Qui Odesa: cronache di una città che trattiene il respiro"
Pubblicato 13 luglio 2022 18:00

"Qui Odesa: cronache di una città che trattiene il respiro"


Il progetto, sviluppatosi settimanalmente sulle pagine di Doppiozero a partire dal mese di aprile, è sfociato in un'originale mostra di testi e immagini, fortemente voluta e abilmente realizzata a Milano da Fondazione Stelline e Fondazione Fiera, con il patrocinio di Regione Lombardia e del Consolato Generale d'Ucraina a Milano.


Nei giorni successivi all'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia, Eugenio Alberti Schatz, autore e critico della fotografia che vive a Milano, scrive alla sua amica d'infanzia Anna Holubovska, fotografa, che vive a Odesa e decide di non andare via, restando accanto al padre anziano. 
Vedendo le sue immagini in rete, le chiede di raccontare la guerra con uno sguardo d'artista, non da reporter, "auscultando" la città ed esplorando i suoi moti interiori. 
Anna esce tutti i giorni e fotografa la città, le strade, il mare, i soldati, le barricate, i caffè, i volti delle persone, e alla sera torna a casa e sviluppa le pellicole.
Ogni settimana esce su Doppiozero una selezione di 5 fotografie, accompagnate da una doppia narrazione testuale: il commento intorno alle foto, alla storia e all'immaginario di Odesa di Alberti Schatz, e il racconto della Holubovska sui contesti in cui sono state scattate le immagini. 

Ne emerge un'originale narrazione a tre voci che avvicinano il pubblico a una città sospesa fra guerra e pace, fra paura e dignità, fra cultura e terrore, fra ironia e tragedia. 

25 fotografie originali di Anna Holubovska, stampate a mano a Kharkiv, saranno esposte in mostra presso Fondazione Stelline in corso Magenta, 61, a Milano.

Il ricavato della loro vendita sarà devoluto al 100% per sostenere le attività in Ucraina di Fondazione Progetto Arca Onlus in collaborazione con Fondazione Fiera Milano. 

E' un invito a soffermarvi. 


"Guardare la fotografia con occhio poetico, quello che allarga le maglie del possibile, vuol dire per esempio figurarsi che una donna che fa il pane con amore e batte le mani come se fossero nacchere per far spiovere la farina dopo averla lanciata in aria, possa da sola – con un gesto antico e magnificamente preciso – cancellare le nuvole di petrolio nero che si sversano nel cielo per colpa di un missile ipersonico che ha colpito un impianto petrolchimico alle porte di Odesa. Il nero del petrolio, il bianco della farina. Il racconto si srotola in mezzo a questi due principi, poiché senza dolore le fotografie non verrebbero contrastate e senza amore la vita non avrebbe senso".
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